Il tartufo del Delta del Po: un tesoro inestimabile

Il tartufo è un tesoro fortemente presente nel Veneto e nel Delta del Po.

In particolare, il comune di Papozze, in provincia di Rovigo, ha contribuito per molti versi a far conoscere questa eccellenza anche al difuori dai confini della provincia.

Tutta l’area golenale e soprattutto l’isola di Mezzano, era una vera e propria miniera con splendidi tartufi di tutte le dimensioni.

Quando, un tempo, il centro abitato “Piazza Cantine” sorgeva tutto in golena, in un singolare abbraccio con il grande fiume, l’arte del “tartufino” o del “trifolaro” era molto diffusa.

Ancora ad oggi, il “tartufino” non è da solo, ma accompagnato fedelmente dal suo cane perfettamente addestrato e non per forza di razza.

Da molti anni ormai, le aree golenali e quelle a piano campagna, vicine alle arginature, godono di una certa tranquillità, pertanto si è ricreato l’habitat ideale per la vita del tartufo.

Qualche abitante, molto intraprendente, raccoglie dell’ottimo “scorzone” o tartufo nero estivo e del “bianchetto”.

Qualhe volta, in momenti particolari è possibile trovare del Bianco Tuber Magnatum.

Ovviamente, va ricordato che anche nelle tatufaie la raccolta avviene, come nelle aree aperte, con cane e zappetta.

Dall’Ottobre 2007 è nata ufficialmente l’Accademia del tartufo del Delta del Po.

…anche a Porto Viro

La presenza di due pinete, quella di Fornaci e quella di Tglio di Donada e delle macchie boscose lungo le rive del Fiume Po, rendono il terreno idoneo alla crescita del tartufo, in modo particolare il “Tartufo di Pineta” bianchetto o marzuolo e il “Tartufo nero d’inverno”.

Per valorizzare questo pregiato fungo ipogeo spontaneo e promuoverne la conoscenza, sia a livello locale che tra i ricercatori, già da qualche anno, si è dato avvio ad un complesso di iniziative incentrate sulla risorsa del tartufo e delle altre produzioni tipiche, intese come incentivo alla visitazione del territorio per gustarne la cucina, le tradizioni, la cultura e l’ambiente in periodi di basso flusso turistico.

Tale risorsa inoltre trova una sua ulteriore ragione d’essere per la presenza nel territorio comunale di un Centro Operativo Polifunzionale del Servizio Forestale Regionale presso il quale è stato realizzato un vivaio per la coltivazione delle specie autoctone del Delta e del tartufo che da vari anni collabora con questa Amministrazione al supporto delle attività di divulgazione scentifica e didattica del prodotto, così come la coltivazione di tartufaie a scopri imprenditoriali, promuovendo un utilizzo del territorio in armonia con le naturali colture e incentivando la piantumazione di specie arboricole.

La Regione Veneto ha riconosciuto, con un Decreto del Dirigente regionale della Direzione Foreste ed Economia Montana n. 1135  del 03.11.2008, nella Pineta di Fornaci, una tartufaia controllata.

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